mercoledì 27 giugno 2007

Lo schiavo Inbound

Premetto, quando parlo di situazione lavorativa, parlo della situazione all'interno di QUESTO call center.
Perchè qui è davvero vergognosa.

Credo che la cultura del lavoro sia ormai un valore andato perso, ALMENO sicuramente per quanto riguarda un persona che lavora qui da noi, QUALE OPERATORE INBOUND.

Tutto questo lo dobbiamo a chi, commiserando queste persone ha messo nelle loro mani un'arma:
l'arma del lavoratore autonomo.
E' vero, a tutti gli effetti lo sono, il problema è che qui da noi, schiacciati da tale politica, seguiamo alla lettera i dettami del contratto a progetto, come in una sorta di ricatto virtuale. Pertanto trattiamo letteralmente tali persone come lavoratori autonomi, lasciandoli al loro pascolo e alla loro inconcludenza e sfaccendataggine. In questo call center non esiste più né la subordinazione, nè la parasubordinazione, esiste solo l'anarchia più totale.
Pertanto noi dipendenti, subordinati ed umiliati:
NON VEDIAMO L'ORA CHE QUESTI SFACCENDATI VENGANO ASSUNTI!

Infatti, forte del proprio contratto a progetto, gran parte di questi "lavoratori" rende responsabili e supervisori (dipendenti) inermi spettatori di ogni sorta di arroganza e irrispettosità. Non verso le nostre persone, né tantomeno verso l'Azienda, ma verso il concetto di LAVORO in sé.
Quello che in questi anni NOI abbiamo cercato di costruire. Quello che ci siamo conquistati.

Sia chiaro non si tratta di una forma di protesta contro lo stato contrattuale in cui si trovano, dato che questi soggetti, alla prospettiva di un'assunzione hanno addirittura avanzato titubanze, dicendo tra i denti che preferiscono rimanere come stanno.

E ci credo, guardiamo ai numeri (che devo arrotondare...):
- ogni operatore guadagna di media tra i 6.5 e gli 8.5 euro lordi all'ora (a seconda dei carichi di lavoro).
- ogni lavoratore su un'ora passa di media il 42% del tempo al telefono. Vuol dire che su un turno di 4 ore lavora meno di 2 ore!
- ogni operatore ha la più totale libertà di arrivare all'ora che preferisce (e a non venire proprio al lavoro, anche senza avvisare, nessuno gli può dire nulla), di andarsene quando vuole, di fare PAUSA quando gli pare (infatti si approfitta sempre degli orari con maggior carico di chiamate!).
- ogni lavoratore passa i momenti in cui non è al telefono come meglio preferisce, le attività principali sono: i giochi on line, la posta personale, i forum, le chat, le immagini delle donnine nude; ma non si disdegnano le attività di gruppo...
- l'operatore non è soggetto ad alcun controllo sulla qualità del proprio lavoro: in pratica paradossalmente potrebbe dire le cazzate che vuole al telefono, non possiamo riprenderlo (tantomeno mandarlo via).
- ogni lavoratore, di media, ad ogni telefonata si lamenta per la mole di lavoro a cui è soggetto, nonostante riceva di media tra le 6 e le 7 telefonate all'ora!
- lo schiavo inbound al momento in questo call center non ha obblighi di alcun genere, ma solo diritti.

E i dipendenti stanno a guardare. A guardare il loro lavoro e tutto quello in cui hanno creduto svilito e a SPERARE CHE FINALMENTE VENGANO ASSUNTI, illudendosi che per crescere e maturare questo genere di persone ha bisogno della subordinazione.

Tanta gente che non avrebbe trovato un lavoro manco a pagarlo, perchè non avrebbe passato nemmeno il più breve periodo di prova, avrà finalmente un contratto a tempo indeterminato. Mentre magari c'è tanta gente nelle università, negli enti di ricerca, nelle cooperative, nelle fabbriche che merita di più, sputando sangue.
E invece no, i call center erano quello su cui intervenire, l'emblema delle precarità, la vergogna del nostro Paese... ed eccoli qui, i vostri stabilizzati, povera Italia!

Chiaramente il post non si riferisce a TUTTI gli operatori di qs callcenter, ma alla maggior parte. Le poche perle che fanno sul serio ci sono. Rare, ma preziose.

25 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Dory, sono Giantonio... ti ricordi...
MANDATELI A CASA!!!!! Chi non ha voglia di Lavorare... A CASA!!!!
Oppure Assumeteli e prendeteli a calci.....
ma io sarei più propenso per l'interruzione del rapporto di lavoro..
C'è tanta gente valida in giro... il fatto di avere un contratto a progetto non vuole dire fregarsene... chiedete ai veri lavoratori autonomi.(quelli con partita iva che devono campare una famiglia) se hanno il tempo di fare i cavoli loro.. nonostante siano autonomi.

A CASA!!!!!!

ma quelli validi.... quelli sarebbe il caso di assumerli... ma sai già come la penso su questo argomento...

ladypiterpan ha detto...

Credo che queste persone offendono il "vero lavoratore" e chi si prodiga per cambiare le leggi sul lavoro in meglio!!!
Concordo pienamente con Giantonio!!!
Ciao by Anna

Anonimo ha detto...

dovresti diffondere questa testimonianza.
se corrisponde al vero, è preoccupante.
ci dimostra il paradosso a cui siamo arrivati.
comunque non dimentichiamo che un lavoratore a progetto, seppure autonomo deve rispettare dei termini relativi al progetto per cui lavora. certo l'errore è di forma, dato che il progetto su un lavoro inbound non è riconoscibile. per questo si creano tali forme di abuso della tipologia contrattuale. anche se è questione di coscienza, di abituarsi comunque ad un lavoro vero che prima o poi arriverà con tanto di assunzione. sarà dura per queste persone abituarsi.

d'altro canto rispecchiamo la situazione che c'è in tanti uffici italiani, dove il posto di lavoro è più sicuro e a maggior ragione ci si può permettere di fare i fannulloni.

una domanda: anche sull'outbound è così? perchè sai, magari lo stare sul filo del rasoio (e sul tmk di solito ci stai, a meno che non facciate solo indagini), scoraggia certi atteggiamenti e migliora i rendimenti (anche se non è il mezzo giusto).

Dory ha detto...

No, sull'aoutbound non è così. O almeno hanno più rispetto per il lavoro, anche se i problemi sono altri.
Faccio comunque anch'io un mea culpa: ogni tanto bisognerebbe essere un pochino più duri con le persone, d'altra parte non è colpa dei dipendenti se ci sono persone con contratti inappropriati in azienda...invece non c'è coraggio ad imporsi.
ho scritto il post in un momento di rabbia. quella che mi viene sù quando vedo come lavoravamo noi dell'inbound nel 2000 con i contratti in ritenuta d'acconto e come lavorano quelli di adesso, e faccio un confronto.
Sia chiaro, non sono tutti così. quelli che hanno voglia di fare ci sono, talmente pochi che non te ne accorgi.

Fedora ha detto...

mmmmmhhh... che posto e? così' cerco di non capitarci.. (professionalmente parlando) :(

La mia è un'esperienza opposta...

Anonimo ha detto...

rispondo a punti, secondo il tuo post.
non è vero che siamo tutti così. non siamo inconcludenti, non siamo insubordinati.
SFACCENDATI non lo siamo.
parliamo un attimo del mio punto di vista di operatore inbound che osserva tutto dalla sua postazione. io non so cosa fai tu nella tua giornata, e non mi metto assolutamente a pensare che non fai nulla.
non abbiamo le tutele di voi dipendenti, non possiamo essere licenziati perché non siamo assunti. ergo non possiamo essere messi in cassaintegrazione né possiamo aspirare alla disoccupaione.
la media che tu fai di 42% si riferisce ad una media. e c'è chi sta sempre su e giù con la cornetta (vieni a vederci più spesso ma lo sai da sola) e chi ha pause da un'ora. solo perché fa un servizio in più (e l'utilità di tale servizio la conosciamo).
non è sempre vero che facciamo le pause quando vogliamo. so che vedi che io le faccio quando non c'è nessuno e se c'è tanta mole non ci vado, a meno che non sono esaurita. e penso che questo sia giustificabile se rispondo a più telefonate di altri. sai anche che vado dal nostro ccmanager quando sono in pausa e non mi metto in backoffice (non rubo lo stipendio, ecco) come a volte fanno altri.
se arriviamo con altri orari, è vero che possiamo ma perché prendersela con determinate persone e con altre no? noi siamo un po' amorfi a volte, ma chi potrebbe, perché non riprende un attimo qualche persona?
è vero, giochiamo online, scriviamo mail, LEGGIAMO LIBRI (io no perché se leggo un libro non amo essere disturbata), chiacchieriamo fra di noi: dobbiamo forse tacere tutto il giorno senza fare gruppo?? insomma, così si cerca di solidarizzare. e distrarsi significa scaricare la tensione da 30 telefonate una dietro l'altra con chi ci chiama che ci fa saltare i nervi e noi perseveriamo in pazienza e sorriso telefonico.
la mole di telefonate ricevute dipende da skill ecc.
perché non siamo soggetti alla qualità del lavoro? io so e lo puoi sapere anche tu se qualitativamente lavoro bene o no (con o senza internet). e se qualitativamente ci sono operatori discutibili, beh, ci rimetto anch'io. perchè quando ci chiamano e mi sento dire "oh, per fortuna ho trovato te, se no riattaccavo e rifacevo il numero", penso che sia lusinghiero ma anche umiliante. e sai che quando intende dire che non vuole parlare con qualche determinata persona ha perfettamente ragione.
e il fatto che ci sia questa determinata persona non dipenda da te, non ti fa felice. soprattutto se la qualità è - appunto - discutibile. e ui c'entrano le scelte aziendali. diciamolo stavolta. lo pensano tutti e non lo dice nessuno.
vero, abbiamo solo diritti: di non ammalarci o restare assenti, perché se non lavoriamo non riceviamo soldi. di non sapere quanto potremmo lavorare di settimana in settimana e uindi su quanto possiamo contare a metà-fine mese per sopravvivere.
e sull'outbound, per fortuna ora è rimasto chi vale e non chi raccontava frottole (lo sappiamo bene).
anche tu ci sei passata e sai come funziona. e specifichi che non tutti siamo così. vero.
tornerò a leggerti, mi piace questo blog.
ciao

Anonimo ha detto...

Beh, anonimo, mi pare che parli con cognizione di causa: è da tempo che attendo che arrivi un collega di Dory a dire la sua.

Se sei tale, però ti dico che nella tua risposta alla fine cadi nel dare ragione a lei... Puoi capire che questo è triste, vero?

Se poi tu o qualcun altro siete diversi dalla massa (voglio sperarlo, da utente quale sono di numeri verdi!) allora vuol dire che fai parte delle PERLE di Dory. Giusto?

Credo che nel vostro ufficio manchi quel pò di comunicazione che ci vuole tra capi e non, credo che Dory cerchi questo e che stia soltanto provocando per ottenere una reazione. Tipico di lei. Fidati che è una buona persona, anche se ogni tanto sembra un pò acidina ;-)

In bocca al lupo per tutto, ragazzi!

Un amico

Dory ha detto...

Ciao anonima collega.
Benvenuta.
Come ha detto anonimo che non so chi sia, ma evidentemente lui sa chi sono, sono una provocatrice di merda. Ma anche una mediatrice del cazzo. Pertanto dico che alla fine del mio post, non a caso ho scritto che non tutti siete così. E che nel post ho provocato (anche se i dati sono veri...).
Sai il problema è che invece una volta quando facevo l'operatrice io, eravamo tutti come te o qualcun altro, seri. Proprio TUTTI!

Stai tranquilla comunque che scrivendo non ho pensato a te, come ad altre tue colleghe.
Ho pensato a chi mi fa andare fuori di testa con le sue prepotenze, ma che non ci possiamo permettere di riprendere. Tu sai bene che sei in collaborazione e uno dei pochi vantaggi (se così si può chiamare) che ha il vostro contratto è che non siete soggetti a richiami disciplinari di alcun genere. E c'è chi se ne approfitta. Non puoi negarlo. E' anche per rispetto verso il tuo lavoro che devi ammetterlo!

Dal mio posto mi accorgo di tantissime cose, non preoccuparti.
E vado su tutte le furie più di una volta al giorno. E' che ci credo ancora che almeno da noi il regime sia meritocratico, per cui scenate in sala non ne farò, finchè non verrà il momento in cui i conti si faranno da sé.
(Se ce ne daranno il tempo.)
Dory
p.s. anonimo che mi conosce: hai ragione su tutto! hai capito tutto!

Anonimo ha detto...

non son sicura di aver dato del tutto ragione a dory. perché secondo me le persone poco competenti sono poche.
dory, non so se ti sei accorta di una cosa: fino all'anno scorso quando c'era anche un altro supervisore (uomo o donna che sia), si stava più a posto, se chi ci chiamava ci diceva "eh ma la sua collega mi ha detto così" era palese che fosse falso e noi ci difendevamo a spada tratta. ora non è più così. ma perché? perché so che spesso quella lamentela è vera. perché capisco verso chi è e non posso che cercare di arrampicarmi sugli specchi e salvare il salvabile.
sono poche secondo me le persone incompetenti. il vero problema è che ridiamo e scherziamo fra di noi ma alla fine non ci siamo proprio del tutto simpatici. ma per passare la giornata va bene.
non sono del tutto d'accordo che da noi vada sempre per meritocrazia. forse ultimamente sì ma ci sono persone che - a mio parere e l'ho detto nel mio post con "non ho apprezzato determinate scelte ma non ho fatto ostruzionismo" (e non mi riferisco solo ad una scelta) - forse non erano poi così più meritevoli di altre.
il vero problema è che spesso c'è paura a dare spiegazioni, noi le capiamo anche un po' come vogliamo (ci fa comodo così), e soprattutto c'è paura a dire le cose come stanno. perché basta poco per mandarci via. (prima della proroga del contratto a dicembre e la nostra situazione di "promessi assunti" (mi piace questa terminologia da pessima manzoniana).
e detta sinceramente, ho provato ad andare da chi può ascoltarmi ma... ho avuto paura. perché io le cose le dico direttamente e si sa cosa penso. pochi si sono esposti un po' per dire che avevo ragione.
ci sono gruppi ed io non ne faccio parte. anzi, sinceramente mi sento tagliata fuori. ma va bene, è normale che sia così.
scusa lo sfogo ma non ho una mail a cui scrivere, tu puoi contattarmi privatamente da splinder o conosci anche il mio indirizzo (avevo scritto al giornalino del callcenter).
io non ho la possibilità di conoscervi tutti, non saremo mai amici per la pelle ma a volte sarebbe più utile spaccare certe barricate e conoscersi meglio.
io amo quel callcenter e mi sembra un posto quasi da isola felice. perchè diamo un ottimo servizio, perchè chi ci chiama ci stima (me sicuro e anche altri colleghi). il cliente ci cazzia anche per errori non nostri e sinceramente ci vorrebbe un attimo di muro e dirgli di trattarci meglio che non siamo meno di lui e che gli salviamo il culo a lui e a chi ci chiama tutti i giorni.
questo c'è da dire. quando il cliente ci tratterà meglio, forse si potrà dire ai colleghi che non hanno più motivo di sbagliare.
non so se sono stata chiara, scrivo a braccio. ma sinceramente preferirei dirle di persona senza timore queste cose e vedere la vostra posizione.
perchè io vedo il mondo dalla mia postazione e sento dalle mie cuffiette (tra parentesi: spero non si spacchino mai perchè ci sono affezionata e sarebbe un dramma passare a delle cuffiette nuove) ma vorrei capire il punto di vista di chi osserva dall'alto (fra virgolette) le postazioni.
c'è troppo silenzio e forse un pochino di ipocrisia in sala da parte di ognuno. un pochino sì.
ma resto dell'idea che ambiente migliore non ci possa essere. non troppo facilmente.
e aspettavo l'assunzione per vedere qualche regola in più applicata.
perché io non abuso, ma a volte lo farei volentieri anch'io. ecco.
colleganonima nonchè promessa assunta

Un vostro ex collega ha detto...

Caro amico e cara anonima collaboratrice,

finalmente un po'di dibattito!

Ed è vero ciò che dice il nostro amico: dai ragione a Dory. Tu sei una delle perle, probabilmente. Ma ammetti che c'è chi della situazione se ne approfitta eccome. Credo che Dory volesse provocare delle reazioni, e forse (lo spero) ci riuscirà. Personalmente credo nelle stabilizzazioni, credo che le garanzie contrattuali siano un diritto di tutti, credo che l'unico contratto compatibile con il lavoro che fate sia un contratto d'assunzione. Ma diamine! Allora non nascondetevi dietro l'autonomia che vi consente un contratto a progetto! Non durerà per molto, comunque vada: dialogate con i vostri responsabili, cercate il compromesso, preparatevi, aggiornatevi, siate intraprendenti nel limite del vostro ruolo! Non tirate sempre il culo indietro! E se tu sei una delle PERLE, trascina anche gli altri, soprattutto i più amorfi: siate curiosi, sul lavoro come nella vita. Sono le grandi persone che costruiscono le grandi aziende!

Brava Dory, bellissimo blog.

Anonimo ha detto...

bene, allora chiedo ufficialmente a Dory di trovarsi davanti ad una birra ed una cocacola (notoriamente non amo la birra, e questo mi ha sempre fatta sentire un po' una pecora nera, ma ora sembra che io sia addirittura una perla. spero non per porchi ;-P ).-
perchè io non voglio vedere crollare quel callcenter. vorrei staccarlo da quel meccanismo e trovare un modo per farlo sopravvivere. con un altro padrone, con un altro sistema. ma non so se è possibile e come. ma vorrei capire che cosa si può e cosa no.
il mio nick sul mio blog lo conosci, Dory. attaccaci un @yahoo.it e scrivimi.
altrimenti arrivo direttamente alla tua postazione a chiederti una birra e una cocacola. anzi, due birre ed una cocacola.

Dory ha detto...

Ma veramente ci conosciamo tutti, qui?
orka...
Allora, io continuo a sostenere che sono una gran provocatrice. Se non lo fossi, anonima collega, non ti avrei fornito l'indirizzo del blog... :-)
Poi io non capisco, ma di chi hai paura? fino ad un anno fa tra noi colleghi si usciva e si andava a far serate assieme. Ora siamo rimasti solo quelli che ormai non lavorano più da noi e 3/4 di noi. Il clima un un anno fa (e prima) era sicuramente più bello, forse perchè c'erano meno pensieri, forse si era meno nervosi, forse anche gli operatori sembravano più interessati al proprio lavoro. E poi ridevano e scherzavano anche con noi! In sala c'era una bella aria! Adesso che palle, dai! tutti musoni, tutti davanti a sto internet, appena uno di noi PM o CCM o SPV che sia si avvicina state tutti a guardarci storto. Si vede che ci odiate! (provocazione)
Nemmeno quando vi ho portato il sindacato eravate contenti! (provocazione) tutti a pensare a questa o quell'altra macchinazione e io cretina a cercare di fare qualcosa di importante per questa filiale, sempre in coda a tutto il gruppo, sempre presa per quella più sfigata! Sempre gli ultimi!
Quella volta proprio mi avete fatto sentire di merda. Voialtri non vi rendete conto di come ci vuole poco a far sentire svilito il lavoro della gente. Soprattutto quando di mezzo ci sono questioni ideologiche! E soprattutto mettendo in discussione la buona fede.

So che non c'entri niente, tu e forse qualcun altro.
Per quanto riguarda il ns ex collega, concordo.
Ho passato un'altra crisi simile qui al lavoro (allora ci chiamavamo in un altro modo), siamo stati uniti a fare comunque del nostro meglio. Abbiamo portato avanti idee, ipotesi di cambiamento ecc. Allora ero in co.co.co. Non ero un cazzo. Ma ho dimostrato qualcosa. Ci si riuniva, ci si confrontava con il CCM di allora e, magari non per merito nostro, alla fine siamo rimasti a galla. Qui una volta vi hanno riuniti, vi hanno detto di cercare idee commericiali per nuovi clienti e che avete detto voi? cosa hanno detto i tuoi colleghi? dai che noi lo sappiamo. Hanno sputtanato anche il tentativo di una persona di cercare di farvi capire che siamo colleghi, prima di tutto. Noi a differenza dei milanesi, la nostra filiale ce la costruiamo da soli (problemi economici permettendo...)
Almeno voi, distinguetevi finchè potete! dimostrate di volere qualcosa di più! allontanatevi dalla massa! Alzate la voce!
Ne va del vostro lavoro. Se va bene qui ad averne i benefici sarete soprattutto voi! E bisogna reagire!
Ho messo troppa carne al fuoco... ;-)
Con affetto (oh, io mi affeziono! che ce posso fa')
Dory
p.s. mi va che la discussione sia pubblica perchè è giusto che chi ci legge capisca che un callcenter non è solo quello che dicono "una moderna miniera", ma un luogo fatto di persone in gamba, pensanti e con tanta voglia di cambiare le cose.

Dory ha detto...

Due coca cola!... almeno fino a domani sicuramente non posso bere più alcolici... poi si vedrà!

Anonimo ha detto...

ehm, tutto ok??

io sono arrivata molto dopo altri, non so quello che era prima, non so perché si sono create certe dinamiche e non riuscire a socializzare del tutto quando entri, è brutto. vieni al lavoro, fai il tuo e te ne vai.
le cene sono per i gruppetti a cui pochi, detti da noi del "volgo" (accetto e ripropongo la provocazione) "d'élite", sono invitati.
a volte veniamo semplicemente ignorati. a volte ci si parla davanti a volume basso e non è bello. non tanto per voler capire, ma perchè si lavora e ciò distrae.
cmq, per i sindacati: io diffido per principio. non mi fido e basta. voglio vedere e toccare con mano le cose. voglio capire. voglio avere un minimo di controllo sulle cose che mi riguardano. e i sindacati non sono poi così coinvolgenti. io chiedo ma nessuno sa nulla.
il fatto che tu abbia organizzato, è stato utile. noi abbiamo diffidato (mi ci tiro in ballo visto che parli di noi e voi) perché se arriva dal piano un attimo più alto del nostro allora mmm puzza un attimo.
questa è psicologia spicciola.
boh. sono dinamiche che non capisco. io sono quella che parla tranquillamente a voce a volte troppo alta: non ho nulla da nascondere. tanti altri abbassano il tono. chissà quali segreti personali!!!

Dory ha detto...

Collega,
scusa, ma perchè venerdì pom. quando ti ho detto che per lun era prevista una assemblea (che poi è saltata) con TUTTE le sigle nessuno mi ha chiesto nulla? Eravate almeno in tre, in quel momento e nessuno ha cercato di approfondire. Questo mi aspettavo in quel momento, invece mandi una mail a CCM che più di tanto non può dirti.
A volte cerco di mandarvi un segnale, ma sembra proprio che non lo captiate, anzi, mentre magari parlo con te, vedo di sfondo le faccette da presa per il culo di qualcun altro: logico che poi mi incazzo e non parlo proprio più con nessuno!
Per il fatto dei sindacati: ricordi quando ho parlato con tutti voi e ho detto che avevo capito che eravate diffidenti nei miei confronti? non ricordo la tua reazione, ma quella dei tuoi colleghi è stato di fare le facce come dire che ero una paranoica...
Adesso, al di là del singolo episodio io ti dico che secondo me andrà tutto bene (ci sono i segnali), info ne ho adesso come ne avevo prima (già il ven famoso, sapevo qualcosa in più), non posso dirle qui. Ti stavo per inviare quel pom stesso una mail nella posta interna per spiegarti che non solo i sindacati sanno più cose di noi, ma che c'era stato già un incontro informale con loro e i soli dipendenti. E non solo, lunedì mattina ero proprio a parlare con UIL e CGIL. Ma se poi vengo a raccontarvelo e mi fanno le facce dietro, a che serve? allora io salvo il culo e poi vi riferisco a conti fatti. Così finalmente vi fiderete di me. Per dettagli ti scrivo sulla posta personale.
Ciao

Anonimo ha detto...

sto leggendo la posta personale, ti ringrazio.
dei sindacati io poi ho chiesto o a te o forse al supervisore a me più vicino ma appunto si diceva che era saltato tutto.
io ero in posizione di spalle per cui non vedevi la mia faccia. sinceramente sono caduta dalle nuvole perchè macchinazioni non ne avevo viste. anzi.
chiaro, simpatie ed antipatie qui dentro ce ne sono più di quanto sembri. ma non sta a me dirlo.
ti contatto in privato appena posso.
non so che dire, gli input che dai non li sappiamo cogliere o non li vogliamo cogliere. chi c'è, c'è. chi non c'è, s'attacchi.
uno fa, se gli altri non seguono... vabbè, ne riparliamo ;-P

Anonimo ha detto...

Effettivamente leggo i vostri post con molto interesse.

Vorrei dire qualcosa alla collega anonima:
Dory è un po’ difficile da capire a volte, perché essendo riservata a rischia di diventare un po’ scostante. Ma non è così.

So che questa storia le fa male e che è davvero molto preoccupata. Per lei è una questione di vita. Ma so che è anche molto combattiva e non molla mai. Sono certo che magari anche minaccerà il licenziamento, ma alla fine resterà nel call center.

Per Dory: è vero, anni fa era diverso ma forse anche il momento era differente, pensaci.
Non fare confronti con il passato anche perché ricorderai sempre e solo quanto c'era di positivo.
A quei tempi ti lamentavi comunque di come stavano le cose e di quanto fosse difficile cambiarle.

E poi sono passati gli anni e sei ancora lì; con un lavoro che tu stessa definisci precario, nonostante il contratto che hai e con un'Azienda che naviga di tanto in tanto banchi di merda.

E a guardarlo bene quel call center non è cambiato: i dipendenti restano dipendenti e i precari sono sempre collaboratori.
Come ai tuoi tempi.

Ed allora anche tu combattevi contro un sistema, quello di cui ora pur scalpitando un po’, fai parte.

Incrocio le dita per voi.
Un Amico

Anonimo ha detto...

Quella collega ha ragione... Non siamo tutti cosi, c'è chi non chiederebbe altro che di lavorare di più (meglio che venire al lavoro per non fare nulla) e che pensa e ragiona con la propria testa senza farsi influenzare dalla massa e che cerca di svolgere il proprio lavoro al meglio anche se a volte sembra proprio che non ne importi a nessuno

Dory ha detto...

Infatti ripeto che non penso che siate tutti così.
Ma siete in pochi.
Ciao

Anonimo ha detto...

che bello, qualche altr collega a farmi compagnia!

Anonimo ha detto...

Si ovvio cara collega, non ti lascio da sola, facciamo il gruppo di chi vuole lavorare per davvero e trasciniamo più colleghi che possiamo (ciò non escludendo un pò di divertimento e svago) :-)
L'unione fa la forza!!

Anonimo ha detto...

Si, probabilmente lo e

Anonimo ha detto...

leggere l'intero blog, pretty good

Anonimo ha detto...

E 'vero! Ritengo che questa sia un'ottima idea.
Condivido pienamente il suo punto di vista. Ottima idea, condivido.

Anonimo ha detto...

ma come si fa a sparare cosi' tante cazzate??