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mercoledì 12 settembre 2007

Grazie Mille (Fuori Tema)

C’è una cosa che in questi anni mi ha sempre un po’ spiazzata, cioè una mia inspiegabile passione musicale per le canzoni di Max Pezzali. Strano perché i miei gusti musicali sono ben diversi e comunque non molto "maniaci", si limitano al cd ascoltato di tanto in tanto in macchina, e non sempre, quando non sono sola.
Preciso che il mio idolo è e sarà sempre solo Lucio Battisti.
Invece capita nel mio frequente peregrinare solitario per il Friuli di togliere, appena rimasta sola in auto, dall’apparecchio qualsiasi cd e inserirne uno di Max Pezzali. Poi mi metto ad ascoltare una canzone, ripetendo sempre la stessa e la canticchio tutta contenta. Una volta il massimo era anche fumarmi un po’ di sigarette, nel frattempo che anche guidavo. Ora non lo faccio più (solo perché ho smesso).
Stamattina mi è capitato dopo tanto tempo di andare a lavoro in macchina da sola. Ed infatti la prima cosa è stata accendere l’autoradio ed ascoltarmi "Lo strano percorso".
E di colpo ho realizzato.
Ho realizzato di quando in treno, al ritorno dalla vacanza "premio" per il diploma di maturità, con gli amici cantavamo "Hanno ucciso l’Uomo Ragno". E quando accompagnandomi con "Nord Sud Ovest Est", ho dato il mio primo esame all’università.
Allora erano semplicemente canzoni che si sentivano alla radio, la vera passione è nata accompagnando mio fratello e un suo amico al concerto degli 883.
Da allora è stato un crescendo, dai festini universitari, alle serate per sole ragazze, dalle nottate in discoteca, ai "flirt" semi-casuali: tutte le canzoni della mi vita da ragazza, Gli Anni, Una canzone d’Amore, La regola dell’amico.
Fino ad arrivare ai timori pre-laurea, quando andando in giro per il Carso a cercare reperti per la tesi in macchina ascoltavo "La dura legge del Goal", pensando se di lì a qualche mese anch’io avrei potuto dire che gli amici che c’erano sempre stati erano rimasti.
E dopo, quando con "La regina del Celebrità" ho cominciato a sentire nuove esigenze, o quando col rilancio di "Gli Anni" ho compiuto uno dei passi più importanti della mia vita, di cui tra l’altro ho iniziato a pentirmi dopo un anno.
L’anno in cui ho individuato la canzone che ritengo più bella, in cui riconoscevo il mio modo di vedere le cose, che ormai si era formato in una mentalità puramente fatalista.
La stessa canzone "Come deve andare" mi ha rassegnata nei momenti più terribili e deludenti che ho passato negli anni successivi, fino all’altr’anno, quando ho cominciato a pensare che la mia vita fosse un fallimento e quando tutto, la mia famiglia, il mio lavoro, addirittura il mio fisico mi procuravano delusioni una dietro l’altra. Quando ho realizzato che è veramente facile per un estraneo, farti del male, come farti del bene. Quando ho scoperto che le persone cattive esistono davvero, e soprattutto quando sono diventata cosciente di quanti stupidi ci sono bravi a girare il coltello nelle piaghe che già la vita di per sé ti infligge.
E come i tuoi sforzi, la tua dedizione, e voglia di migliorare possano essere schiacciati, disprezzati, volontariamente fraintesi da chi nemmeno ti conosce, ma è tanto presuntuoso da credere di sapere tutto.
Ascoltavo quella canzone quando anch’io ho realizzato, al volo che rischiavo di fare una vita arrancando in salita, mentre ogni volta c’è sempre qualcuno che mi "sorpassa, ride e va".
Alla fine c’era poco da lamentarmi, e soprattutto poca importanza da dare agli stronzi, biechi, idioti, maschilisti che avevano, in ogni ambiente invaso la mia vita. C’era da credere a come la vita ti da sempre una sorpresa e di come tra tante delusioni non ci si renda conto che alla fine si impara a gioire anche per le piccole cazzate.
E poi sono sempre stata convinta che qualunque cosa accada, accade comunque per il nostro bene. Se si mantiene un filo di speranza.
E’ quello che ho detto spesso alla persona che prima di Max Pezzali mi accompagna nella vita da un bel po’ e che ha resistito a queste intemperie con me.
Oggi, in macchina, ascoltando quella canzone ho capito che forse e sottolineo forse, ci siamo. Forse questa volta tocca a me, sorpassare, magari non ridendo, ma incoraggiando chi sta arrancando, perché anch’io ho faticato tanto.
Ho capito che davvero, forse le cose brutte che mi sono capitate erano per il mio bene, perché c’è un tempo per ogni cosa. Il tempo forse finalmente è arrivato e spero che il sig. Pezzali vorrà accompagnarmi con qualche canzone che spero di trovare in questi mesi che mi aspettano, pieni di ansie, paure, incertezze, ma anche gioia e felicità.
Perché forse e lo sottolineo ancora, questa musica a febbraio avrà il compito di accompagnare me e il mio "compagno" in uno dei momenti più intensi e importanti della nostra vita insieme.

martedì 15 maggio 2007

L'Osmiza: Locale Precario

Ho deciso che ogni domenica fino a fine maggio/inizi giugno voglio passarla lì.
Altro che andare a cuocersi a Barcola: vino, cibo, sole, fresco e quando vuoi è probabile che scatti la partitina a briscola (non che io sia brava ma almeno ci provo!).
Perchè locale precario: perchè si tratta di posti aperti solo per alcune settimane all'anno.
Quindi il locale che fa per me: non c'è legame col posto, ogni settimana si cambia, senza affezionarsi troppo e senza il rischio di stancarsi o incontrare sempre la stessa gente.

Così alcuni di noi precari, a tempo indeterminato o a progetto che sia, di questo Call Center triestino passiamo spesso le nostre domeniche in Carso, dimenticando per un giorno il nostro triste stato da "schiavi moderni", per dirla alla maniera di qualcun altro.

C'è in realtà solo una cosa che mi preoccupa: sempre meno spesso vedo i giovani frequentare questi posti, sempre più spesso le persone della mia età o più adulte.
Eppure ricordo che la bellezza di 15 anni fa, appena maggiorenne e con la patente, l'osmiza fu tra le prime mie mete "fuori città", da raggiungere in 126, di nascosto dai genitori e in compagnia dei compagni di classe.
Ma a quei tempi non c'erano pattuglie ovunque...