Premetto, quando parlo di situazione lavorativa, parlo della situazione all'interno di QUESTO call center.
Perchè qui è davvero vergognosa.
Credo che la cultura del lavoro sia ormai un valore andato perso, ALMENO sicuramente per quanto riguarda un persona che lavora qui da noi, QUALE OPERATORE INBOUND.
Tutto questo lo dobbiamo a chi, commiserando queste persone ha messo nelle loro mani un'arma:
l'arma del lavoratore autonomo.
E' vero, a tutti gli effetti lo sono, il problema è che qui da noi, schiacciati da tale politica, seguiamo alla lettera i dettami del contratto a progetto, come in una sorta di ricatto virtuale. Pertanto trattiamo letteralmente tali persone come lavoratori autonomi, lasciandoli al loro pascolo e alla loro inconcludenza e sfaccendataggine. In questo call center non esiste più né la subordinazione, nè la parasubordinazione, esiste solo l'anarchia più totale.
Pertanto noi dipendenti, subordinati ed umiliati:
NON VEDIAMO L'ORA CHE QUESTI SFACCENDATI VENGANO ASSUNTI!
Infatti, forte del proprio contratto a progetto, gran parte di questi "lavoratori" rende responsabili e supervisori (dipendenti) inermi spettatori di ogni sorta di arroganza e irrispettosità. Non verso le nostre persone, né tantomeno verso l'Azienda, ma verso il concetto di LAVORO in sé.
Quello che in questi anni NOI abbiamo cercato di costruire. Quello che ci siamo conquistati.
Sia chiaro non si tratta di una forma di protesta contro lo stato contrattuale in cui si trovano, dato che questi soggetti, alla prospettiva di un'assunzione hanno addirittura avanzato titubanze, dicendo tra i denti che preferiscono rimanere come stanno.
E ci credo, guardiamo ai numeri (che devo arrotondare...):
- ogni operatore guadagna di media tra i 6.5 e gli 8.5 euro lordi all'ora (a seconda dei carichi di lavoro).
- ogni lavoratore su un'ora passa di media il 42% del tempo al telefono. Vuol dire che su un turno di 4 ore lavora meno di 2 ore!
- ogni operatore ha la più totale libertà di arrivare all'ora che preferisce (e a non venire proprio al lavoro, anche senza avvisare, nessuno gli può dire nulla), di andarsene quando vuole, di fare PAUSA quando gli pare (infatti si approfitta sempre degli orari con maggior carico di chiamate!).
- ogni lavoratore passa i momenti in cui non è al telefono come meglio preferisce, le attività principali sono: i giochi on line, la posta personale, i forum, le chat, le immagini delle donnine nude; ma non si disdegnano le attività di gruppo...
- l'operatore non è soggetto ad alcun controllo sulla qualità del proprio lavoro: in pratica paradossalmente potrebbe dire le cazzate che vuole al telefono, non possiamo riprenderlo (tantomeno mandarlo via).
- ogni lavoratore, di media, ad ogni telefonata si lamenta per la mole di lavoro a cui è soggetto, nonostante riceva di media tra le 6 e le 7 telefonate all'ora!
- lo schiavo inbound al momento in questo call center non ha obblighi di alcun genere, ma solo diritti.
E i dipendenti stanno a guardare. A guardare il loro lavoro e tutto quello in cui hanno creduto svilito e a SPERARE CHE FINALMENTE VENGANO ASSUNTI, illudendosi che per crescere e maturare questo genere di persone ha bisogno della subordinazione.
Tanta gente che non avrebbe trovato un lavoro manco a pagarlo, perchè non avrebbe passato nemmeno il più breve periodo di prova, avrà finalmente un contratto a tempo indeterminato. Mentre magari c'è tanta gente nelle università, negli enti di ricerca, nelle cooperative, nelle fabbriche che merita di più, sputando sangue.
E invece no, i call center erano quello su cui intervenire, l'emblema delle precarità, la vergogna del nostro Paese... ed eccoli qui, i vostri stabilizzati, povera Italia!
Chiaramente il post non si riferisce a TUTTI gli operatori di qs callcenter, ma alla maggior parte. Le poche perle che fanno sul serio ci sono. Rare, ma preziose.
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mercoledì 27 giugno 2007
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